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Il caffè non è solo una delle bevande più amate al mondo, ma anche una delle più antiche. Ovviamente non poteva che valere lo stesso per quel che riguarda i metodi per preparare il caffè, anch’essi dalla lunga è interessante storia. Oggi scopriamo insieme la storia della caffettiera, tra tecniche, invenzioni e modelli.

La caffettiera…prima della caffettiera

Le attestazioni scritte che parlano del caffè come bevanda sono davvero antichissime: si parla della sua nascita in Etiopia dove il pastore Kaldi lo utilizzò per la preparazione del primo decotto energizzante. Non sarà quindi una sorpresa scoprire che la prima caffettiera è originaria proprio dell’Etiopia: si chiamava jabena ed era niente più che un bricco di terracotta con un collo stretto e un beccuccio per versare la bevanda. La jabena ricorda il metodo di bollitura del caffè ancora oggi utilizzato nei paesi arabi, ossia quello del caffè turco e la preparazione con la speciale caffettiera chiamata ibrik.

Arrivando dopo secoli alla diffusione del caffè in Europa, anche qui il primo metodo fu quello di bollitura del caffè macinato per la preparazione della tanto amata bevanda. Tuttavia, il fastidio di dover separare i fondi dall’attuale bevanda portò gli inventori europei a ingegnarsi per trovare un metodo meccanico che permettesse di preparare e gustare il caffè con facilità. Ecco quindi che da questa esigenza ebbe principio l’invenzione di caffettiere vere e proprie e macchine per il caffè. Uno dei primi prototipi fu il Samovar in Russia, poi ampiamente diffusosi in Francia, soprattutto nelle case più abbienti: caffettiere in ottone, rame o ceramica all’interno delle quali veniva inserito sacchetto di tela contenente la polvere di caffè poi immerso nell’acqua e tenuto da un cordoncino. Una volta pronto il caffè il cordoncino veniva tirato e la polvere di caffè così raccolta.

Altra innovazione nel mondo delle caffettiere vacuum a metà del 1800: la vacuum è forse la prima antenata della moka che oggi tutti conosciamo; si trattava di una macchina per il caffè composta da due comparti, uno per l’acqua e uno per la polvere di caffè, che sfruttava la pressione per la preparazione della bevanda. Questa è forse anche la prima tipologia di caffettiera che tiene conto dell’aroma del caffè.

Dopo la vacuum inizia un periodo di grande sperimentazione nel mondo delle macchine per la preparazione del caffè. Una di queste era la caffettiera a filtro, che come dice il nome presentava un filtro mediano per dividere polvere e bevanda. Sempre al 1800 risale anche la tipologia di caffettiera antenata dell’attuale napoletana tanto amata in Italia: stiamo parlando della caffettiera rovesciabile inventata da Morize, il cui successo in Italia ne aiutò la diffusione e l’affinamento.

A fine 1800 vediamo apparire la nostra amata moka: il primo brevetto di una macchina per la preparazione di caffè espresso risale al 1884 inventato da tale Angelo Moribondo. Dobbiamo aspettare il 1933 tuttavia per vedere apparire uno degli strumenti preferiti di ogni appassionato di caffè: è a quest’anno infatti che risale la creazione dell’amatissima moka Bialetti.

Una storia lunga una passione

Che in casa abbiate una tradizionale napoletana, un’originale Bialetti oppure vi affidiate a macchine per il caffè elettriche, non dimenticate che quel che conta in fondo è l’aroma: provate il caffè Pasqualini nel nostro e-commerce e gustate tutte le sfumature di un caffè unico e profondo.

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