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Moka o napoletana? La passione per il caffè di qualità in Italia ha portato con sé un incredibile sviluppo delle caffettiere per la sua preparazione casalinga, e del caffè stesso – per esempio il nostro macinato per moka o in versione espresso – regalandoci l’imbarazzo della scelta al momento di acquistarne una nuova. Ma, di fronte alla scelta, qual è la migliore caffettiera da mettere sul fornello di casa?

Le tipologie di caffettiera: qual è la migliore?

L’Italia è uno dei paesi con il più alto consumo di caffè al mondo, e ne consegue l’ampia diffusione di strumenti per prepararlo: è molto raro entrare in una casa italiana e non trovare almeno una caffettiera al suo interno. La tradizione dell’espresso nel Bel Paese è così radicata che spesso gli Italiani, anche quando si spostano all’estero – che sia per vacanza o per lavoro – mettono in valigia l’immancabile moka, perché l’aroma di caffè fresco al mattino è una di quelle tradizioni alle quali proprio non vogliamo rinunciare.

Le due tipologie di caffettiera da casa più amate dagli Italiani – e quindi più diffuse – sono la caffettiera napoletana e la caffettiera moka.

La caffettiera napoletana

Conosciuta anche come “cuccumella”  termine la cui etimologia affonda le sue radici niente meno che nel latino tardo “cucuma”, “paiolo” – nonostante denominazione e diffusione, la caffettiera napoletana ha origini francesi: proprio in Francia venne infatti inventata da tal Morize nel 1819. In seguito prese piede in Italia e qui venne perfezionata.

La caffettiera napoletana è un tipo di macchina per il caffè a incastro ed è composta da diversi componenti che, uniti tra loro, sfruttano l’induzione del calore per scaldare l’acqua e preparare l’espresso. Le sue versioni più antiche sono in rame, materiale nel quale veniva tradizionalmente prodotta, ma oggi si trova spesso in alluminio o acciaio.

La napoletana viene considerata la migliore caffettiera per un espresso gustoso proprio come da tradizione soprattutto nell’area di Napoli, dove viene spesso appellata anche come “regina del caffè”: mentre nel resto d’Italia questa caffettiera – di più difficile utilizzo rispetto a quelle più moderne come la moka – è stata in larga parte soppiantata, qui è parte integrante della radicatissima tradizione dell’espresso.

La caffettiera Moka

La macchina per il caffè casalingo alla quale pensiamo immediatamente quando sentiamo il termine “caffettiera” è quella che risponde al nome di “Moka“. Più recente rispetto alla napoletana, questa caffettiera è stata inventata negli anni ’30 da Alfonso Bialetti, fondatore dell’azienda ancora oggi famosa proprio per la produzione di macchine per il caffè: Bialetti ebbe la felice intuizione di sfruttare l’induzione per preparare il caffè, ma inizialmente, tra prototipi e piccola manodopera, la sua produzione fu solo locale. Sarà con il figlio Renato che la produzione della caffettiera Moka spiccherà il volo, sino a soppiantare gli altri metodi di preparazione dell’espresso nelle case degli Italiani, cambiando le loro abitudini quotidiane. Il successo della Moka Bialetti, dovuto alla semplicità del processo di preparazione della bevanda, è tale da essere la caffettiera più utilizzata in tutta Italia, nonché una delle più conosciute nel mondo.

La Moka che conosciamo e che utilizziamo quotidianamente ancora oggi è quasi interamente identica all’originale ideata da Alfonso Bialetti: il suo funzionamento perfetto, la velocità di preparazione e i pochi incastri necessari hanno fatto sì che anche il progresso non sentisse il bisogno di modificarne la struttura. Ne esistono tuttavia di diversi materiali oltre alla versione originale in alluminio, tra cui la versione in ceramica, quella in acciaio e quella parzialmente in vetro. Inoltre, per rimanere al passo coi tempi, ne è sta creata anche una versione elettrica.

La migliore caffettiera da casa: quale scegliere?

Ma quindi, qual è la migliore caffettiera per preparare un buon caffè in casa propria? Sicuramente la Moka è più diffusa e più semplice da utilizzare, ma la napoletana è parte integrante della cultura italiana, porta con sé tutto l’aroma della tazzina tradizionale: come in molti casi quando si entra a gamba tesa nelle tradizioni, spesso il metodo migliore è quello al quale siamo abituati, ergo la decisione spessa a chi quella tazzina la prepara e la gusta ogni giorno.

 

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