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Scegliere un caffè di qualità è anche fare attenzione ai metodi di produzione e alla filiera, perché sia protetta e quanto più etica possibile. Questo purtroppo non è sempre il caso e a volte si possono avere brutte sorprese, come quella del caffè Kopi Luwak.

Il caffè più costoso al mondo

Abbiamo affrontato l’argomento del caffè più costoso al mondo in un precedente articolo: si tratta del Black Ivory, prodotto passando per lo stomaco degli elefanti thailandesi. E quel che fa andar giù il prezzo molto alto è senza dubbio il gusto unico e delicato di questo caffè, ma anche la consapevolezza che il denaro pagato viene utilizzato in parte per la protezione degli animali che concorrono a creare il prodotto.

Prima del Black Ivory, il caffè più costoso al mondo era il Kopi Luwak, una tipologia di caffè prodotta con un procedimento simile ma purtroppo tutt’altra storia alle spalle.

Cos’è e come viene prodotto il Kopi Luwak

Il Kopi Luwak è infatti ottenuto dalle bacche di caffè ingerite e poi defecate dallo zibetto comune delle palme, un animale molto caratteristico diffuso in Indonesia che ricorda il gatto. Il caffè stesso prende il nome proprio dal processo produttivo: kopi significa caffè in indonesiano e luwak è il nome locale dell’animale usato per produrlo.

Questo caffè pregiatissimo, dall’aroma delicato e inconfondibile, deve la sua qualità eccelsa a due fattori, entrambi legati all’animale che lo ingerisce: per prima cosa lo zibetto seleziona le bacche di caffè mangiando le migliori; inoltre, grazie al passaggio nel tratto digestivo dell’animale, il caffè perde il gusto amaro, acquistando caratteristiche organolettiche rare e preziose.

Dato che lo zibetto comune delle palme è un animale solitario, notturno e dall’appetito non troppo vorace, il Kopi Luwak è un prodotto raro e quindi molto costoso, che nel 2012 aveva raggiunto i 130 dollari all’etto.

Kopi luwak, la storia

Il problema con il Kopi Luwak: caffè e crudeltà

Sin qui sembra tutto a posto e la storia è molto simile a quella del Black Ivory. Tuttavia c’è un twist davvero negativo che ha scatenato le ire di tutto il mondo e una campagna di boicottaggio capitanata dall’imprenditore che per primo ha importato in Occidente il Kopi Luwak.

Come detto sopra, lo zibetto è un animale che per le sue caratteristiche non si presta di certo a una produzione di massa. Tuttavia, quando il Kopi Luwak arrivò in Occidente, scoppiò subito la moda: tutti volevano provare questo caffè molto costoso e prodotto in maniera tanto particolare. Questo portò a un’impennata nella richiesta, che spinse i produttori indonesiani senza scrupoli a industrializzarne la produzione. A farne le spese ovviamente i poveri e indifesi zibetti, ingabbiati e costretti a cibarsi senza sosta di bacche di caffè.

Non solo l’imprigionamento di un animale selvatico e libero è una violenza gratuita e senza cuore, ma anche il costringere animali per natura solitari a condividere spazi ristretti con altri esemplari e una dieta monotona ha dello spietato.

Fortunatamente ci è voluto poco perché le condizioni di produzione venissero a galla e il caffè Kopi Luwak venisse boicottato: oggi quasi nessuno è interessato ad acquistarlo e gustarlo. Tanto più che anche la qualità eccelsa per la quale era conosciuto in larga parte è svanita, dato che gli zibetti non selezionano più le bacche prima di ingerirle.

Scegliete un caffè “buono” in tutti i sensi

La brutta storia del Kopi Luwak insegna una bella lezione ai produttori, che per molti di noi era già scontata: se un prodotto è creato sulla vita di altri esseri viventi, non può essere buono. Nonostante le caratteristiche organolettiche.

Fidatevi dei vostri produttori di caffè di fiducia, così da essere certi di bere un caffè buono, in tutti i sensi del termine.

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