Curiosità dal mondo: la tassa sul caffè torrefatto - Pasqualini Caffè

Era il XVIII secolo quando, in Prussia, Federico il Grande vide i volumi di importazione del caffè e decise di vietare l’importazione di materia prima torrefatta. Niente di eccessivamente strano per l’epoca, visto che imporre una sorta di tassa di lusso sui prodotti coloniali era un’usanza piuttosto radicata. I cambiamenti, però, in seguito sono stati molteplici e dopo un periodo durante il quale solo il caffè verde poteva entrare nel Paese, e i singoli cittadini dovevano procedere in autonomia con la torrefazione, la torrefazione domestica venne messa definitivamente al bando. Il monopolio del caffè torrefatto spettava quindi alla torrefazione statale.

Dando vita, nel corso del periodo immediatamente successivo, a diffusi fenomeni di contrabbando e distillazione di caffè illegale che fecero realizzare allo Stato come la decisione presa avesse in realtà gravi ripercussioni a livello economico. Detto fatto, i divieti furono revocati e le tasse reintrodotte. Così come introdotta fu la tassa sul caffè torrefatto, che è ancora oggi in vigore e ha lo scopo di proteggere al meglio la cultura tedesca della torrefazione.
Come funziona oggi? Il caffè è ancora soggetto a doppia imposta, perché ovviamente va versata anche l’IVA.

Facendo un rapido conteggio, insieme alla tassa sul caffè per i prodotti di caffè consumati sul territorio nazionale, il caffè porta ogni anno allo Stato tedesco circa un miliardo di euro.
Considerando che la tostatura del caffè rappresenta un grande salto nella catena del valore, la pratica di importare solo caffè verde non è apprezzata da tutti. Anche considerando il fatto che la maggior parte dei Paesi produttori di caffè, decisamente poveri, dalla tostatura nel proprio Paese potrebbe ricavare un margine migliore.

Qualcuno ha protestato contro la tassa sul caffè torrefatto, e ha cercato di far valere la propria opinione? Sì, nel 2013, quando è stata presentata una petizione per l’abolizione delle tasse sul caffè e dei dazi doganali. Sfortunatamente è stata respinta dal Bundestag, e da allora la situazione è rimasta invariata.