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La macinatura del caffè è uno degli elementi più importanti per ottenere una tazzina perfetta. Anche scegliendo la miscela migliore, un’estrazione sbagliata può compromettere aroma, corpo e gusto. La buona notizia è che capire quale macinatura usare è semplice: basta conoscere le basi e qualche trucco pratico.
La macinatura determina quanto velocemente l’acqua attraversa il caffè e quindi quanto aroma viene estratto. Troppo fine o troppo grossa e il risultato sarà amaro, piatto o troppo leggero. Ogni metodo di preparazione richiede una macinatura specifica per esaltare al massimo gusto, corpo e profumo.
L’espresso richiede una polvere molto fine. L’acqua ad alta pressione passa in pochi secondi attraverso il caffè, quindi il chicco va macinato finemente per estrarre crema, aroma e corpo senza sovraestrarre.
La moka lavora con pressione più bassa e tempi di estrazione più lunghi rispetto all’espresso. La macinatura deve essere media, uniforme e non compressa, per ottenere un caffè intenso ma equilibrato. Una polvere troppo fine rende la bevanda amara, troppo grossa la rende acquosa.
Filtro e french press richiedono una macinatura grossa. L’acqua resta a contatto con il caffè più a lungo, quindi una polvere fine rischierebbe di rendere la bevanda torbida e amara. La macinatura grossa permette un’estrazione uniforme e aromi più delicati.
Non dimenticare che la freschezza è fondamentale: macinare i chicchi al momento sprigiona aromi intensi, mentre i caffè già macinati perdono complessità rapidamente. L’uniformità della polvere garantisce un’estrazione equilibrata, evitando sapori amari o acquosi. Anche un buon macinacaffè domestico può fare la differenza.

Con grande soddisfazione siamo stati recensiti dal Gambero Rosso, nota piattaforma enogastronomica.
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