Il caffè valdostano: la bevanda calda da condividere - Pasqualini Caffè

Perfetto per la stagione fredda orami entrata nel vivo, il caffè valdostano è un vero e proprio must have, da preparare secondo la ricetta tradizionale e perfetto per essere condiviso – magari con gli amici – durante una piacevole serata in compagnia. Ma come si prepara, e di cosa abbiamo bisogno per dare vita a questa bevanda così conviviale? Continua a leggere l’articolo per scoprirlo.

Spolverizzare di zucchero tutto l’orlo della grolla e poi spruzzarlo di grappa. Versate poi al suo interno la grappa e il Génépy, alle quali andranno anche uniti lo zucchero e due strisce sottili di buccia di limone o d’arancia.

Nel frattempo preparare il caffè, che non deve essere assolutamente ristretto, ma piuttosto lungo. Con un fiammifero dare poi fuoco al composto, in modo che caramellizzi lo zucchero cosparso sull’orlo, e poi spegnetelo chiudendo la grolla con il suo coperchio.

Far subito girare la grolla tra gli ospiti: ognuno potrà bere dal beccuccio che preferisce, avendo però l’accortezza di chiudere con la punta delle dita i due beccucci “a monte” di quello scelto, per evitare spiacevoli fuoriuscite di caffè bollente.

La storia della grolla

Intorno alle origini della Grolla Valdostana ruotano molteplici storie e leggende. Sicuramente la più famosa la lega al mito del Sacro Graal, la coppa dove Gesù bevve durante l’ultima cena e che Giuseppe d’Arimatea usò per raccogliere le gocce di sangue del Cristo crocifisso.
La Grolla originale è rigorosamente in legno, normalmente di noce o acero, e ha un grande valore simbolico. La sua forma si è mantenuta inalterata nei secoli, e durante lo svolgersi della storia ha assunto sempre più valenza di aggregatore sociale. L’usanza tradizionale della Grolla valligiana della bevuta comune de la ronde, cioè il passaggio del boccale di mano in mano in senso orario augurandosi l’un l’altro buona salute, esiste ancora oggi in tantissime tradizioni, prima fra tutte quella del caffè alla valdostana.