Seleziona una pagina

Stando a una ricerca, circa il 97% degli italiani conferma di iniziare la sua giornata con una tazza di caffè. E quando il tempo stringe il caffè solubile può diventare la soluzione ottimale: giusto il tempo di scaldare un liquido di nostro gradimento, uno o due cucchiaini di preparato in granuli e parte della colazione – quella fondamentale – è pronta! Su questa preparazione tuttavia le opinioni sono varie: una parte della popolazione mondiale – soprattutto in Giappone e nei paesi anglosassoni – lo ama e lo usa quotidianamente, l’altra storce un po’ il naso, in parte a causa della fatidica domanda: il caffè solubile fa male? Scopriamolo insieme.

Le qualità del caffè istantaneo

Come abbiamo visto in un precedente articolo, il caffè solubile nasce dalla medesima materia prima di ogni caffè macinato o in grani: questo implica che le qualità benefiche rimangono invariate, tra cui il minore rischio di incorrere in alcuni tipi di malattie, l’accelerazione del metabolismo o lo sprint energetico che ci fornisce.

Nella sua composizione infatti sono molto alti i valori dei polifenoli, a volte addirittura più alti i di quelli che si trovano nel caffè macinato o in grani; questo per merito delle lavorazioni effettuate per disidratarlo. Inoltre, ha in genere una quantità inferiore di caffeina rispetto al caffè ottenuto tramite la moka: risulta essere meno adatto al risveglio, ma ottimo per uno strappo alla regola fuori orario senza eccessive conseguenze.

Acrilammide, cos’è e come mai spaventa

Il caffè solubile ha, come dicevamo, i medesimi lati positivi del caffè in grani, ma il processo di disidratazione lo rende diverso in qualche aspetto e, in particolare, nella concentrazione di una sostanza: l’acrilammide.

L’acrilammide viene a crearsi quando cibi ad alto contenuto di amido vengono esposti a temperature molto alte, dai 120° in su. Scoperta nel 2002, è una sostanza che in massive quantità può essere nociva per il nostro organismo, portando, nei casi di intossicazione più gravi, a disturbi del sistema nervoso e riproduttivo.

Le qualità del caffè solubileMa quindi il caffè solubile fa davvero male?

No, per fortuna: il caffè classico contiene circa 13 parti per bilione di questa sostanza al suo interno; il caffè solubile, invece, ha dalle 170 alle 500 parti per bilione. Questo parametro però, per quanto assai più imponente nel composto disidratato, è comunque un valore molto basso in relazione alla capacità di smaltimento del nostro organismo: la quantità di acrilammide assimilabile dal cibo e dal caffè in una dieta equilibrata non è nociva per la nostra salute.

Caffè solubile: amico o nemico?

Rispondiamo quindi alla domanda iniziale: il caffè solubile fa male?

Il caffè solubile non è un reale pericolo per la nostra salute, se non legato al consumo smodato del prodotto in una dieta non salutare; anzi, ha un sacco di buone qualità: è poco calorico, consente la preparazione di una buona bevanda a ridotta quantità di caffeina in poco tempo, dandoci comunque una buona carica di energia in ogni pausa della nostra giornata!

Pin It on Pinterest

0