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Il caffè filtro è uno dei modi più semplici e affascinanti per riscoprire il gusto del caffè. Niente pressione, niente crema spessa: solo acqua calda che attraversa lentamente la polvere e porta in tazza una bevanda pulita, aromatica e sorprendentemente delicata. In Italia siamo cresciuti con l'espresso e la moka, ma sempre più persone stanno imparando ad apprezzare anche questo metodo, che lascia emergere sfumature di gusto difficili da percepire altrove. La buona notizia è che preparare un ottimo caffè filtro a casa non richiede attrezzature costose, ma solo qualche accortezza.
Quando parliamo di caffè filtro intendiamo tutti quei metodi in cui l'acqua passa per gravità attraverso uno strato di caffè macinato trattenuto da un filtro, di carta o di metallo. Rientrano in questa famiglia il classico caffè all'americana con macchina a goccia, il pour over manuale come il V60 o il Chemex, e in senso ampio anche la french press. Il risultato è una bevanda più lunga e leggera rispetto all'espresso, con meno corpo ma una grande pulizia aromatica. È il metodo ideale per chi vuole gustare il caffè con calma, magari leggendo o lavorando, senza la concentrazione intensa della tazzina.
Il primo segreto di un buon caffè filtro è la macinatura. Serve una grana media, simile a quella del sale grosso da cucina. Una polvere troppo fine, come quella per l'espresso, rallenta il passaggio dell'acqua e rende la bevanda amara e torbida. Una troppo grossa, al contrario, lascia il caffè acquoso e privo di aroma. Se hai un macinacaffè, macinare i grani al momento fa una differenza enorme: gli oli aromatici si conservano molto meglio nel chicco intero che nella polvere già pronta.

La proporzione di partenza più affidabile è di circa 10 grammi di caffè ogni 150 ml di acqua, da regolare poi secondo il proprio gusto. L'acqua non deve mai bollire: la temperatura ideale è tra i 92 e i 96 gradi, quindi conviene spegnere il bollitore poco prima dell'ebollizione o attendere qualche secondo. Anche la qualità dell'acqua conta, perché rappresenta oltre il novanta per cento della bevanda. Meglio un'acqua oligominerale e poco calcarea, che non copre gli aromi e protegge l'attrezzatura dal calcare.
Sistema il filtro nel porta filtro e, se è di carta, bagnalo con un po' di acqua calda per eliminare il sapore di cellulosa e scaldare il recipiente. Versa il caffè macinato e livellalo delicatamente. Inizia con una piccola quantità di acqua, giusto per inumidire tutta la polvere, e attendi una trentina di secondi: vedrai formarsi una leggera schiuma, segno che il caffè è fresco. Continua poi a versare l'acqua a piccoli giri concentrici, lentamente, mantenendo il livello costante. L'intera estrazione dovrebbe durare tra i due e i quattro minuti. Quando l'acqua è passata del tutto, il tuo caffè filtro è pronto.
Quale caffè scegliere
Per il filtro danno il meglio le miscele con una buona percentuale di Arabica, fragranti e non troppo amare, capaci di esprimere note floreali, fruttate o di cioccolato. È proprio in questo metodo che le qualità di un caffè ben tostato e selezionato si percepiscono con chiarezza, sorso dopo sorso. Partire da chicchi di qualità è quindi il modo migliore per trasformare un gesto quotidiano in un piccolo rituale di gusto, da ripetere ogni volta che desideri una pausa lenta e profumata.

Con grande soddisfazione siamo stati recensiti dal Gambero Rosso, nota piattaforma enogastronomica.
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