Come è nata l'abitudine della pausa caffè - Pasqualini Caffè

Non possiamo ricostruirne la storia nel dettaglio, ma sembrerebbe che la nascita dell’abitudine della pausa caffè non sia una questione troppo recente. Strettamente legata alle giornate lavorative, è infatti diventata uno dei diritti fondamentali dei lavoratori già dall’inizio del secolo. Prima che questo avvenisse lo stop per bere un caffè durante l’orario di lavoro, non era di certo ben visto, e il pensiero di mettere a disposizione dei lavoratori una macchina automatica era decisamente osteggiato dalla dirigenza e dalla proprietà. Convinti che fosse fondamentale non dare occasioni di svago a chi era pagato per lavorare e non per bersi un caffè in azienda.

L’inizio del ‘900

Sono svariate le aziende che vantano di aver introdotto per prime questo benefit. Nel 1901 Luigi Bezzera, per far sì che i suoi dipendenti bevessero il caffè più velocemente, progettò una delle prime macchine che usava la pressione del vapore per forzare l’acqua attraverso il caffè macinato. Risultato? Un espresso davvero espresso, in grado di non sottrarre troppo tempo al lavoro.

Tra le prime aziende a offrire una pausa ufficiale durante la giornata lavorativa sembrerebbe essere stata la Barcalounger Company di Buffalo, New York, che produceva poltrone e nel 1902 inserì una pausa caffè (che era gratuito!) di 15 minuti al giorno tra i benefit garantiti ai suoi dipendenti.

Iniziano a comparire i primi distributori automatici

Dopo la seconda guerra mondiale iniziarono a spuntare negli uffici i primi distributori automatici di caffè, ma fu necessario aspettare fino al 1952 per veder coniato ufficialmente il termine “pausa caffè”, e il 1964 per la sua affermazione come diritto inattaccabile dei lavoratori. In quell’anno, infatti, si rischiò di far scoppiare uno sciopero tra i membri della United Auto Workers e le principali industrie automobilistiche statunitensi (the Big Three: Chrysler, Ford e GM). Ciò che ottennero? Una pausa caffè di 12 minuti al giorno.

La pausa caffè in Italia

Il 1968 in Italia è sicuramente sinonimo dei movimenti di protesta che domandavano una trasformazione radicale della società. Il ruolo centrale, in questo, fu svolto dai movimenti operai, che diedero vita a una serie di scioperi e contestazioni che miravano all’ottenimento di maggiori diritti per i lavoratori. Uno di questo? Il meritare – e l’avere diritto – a un momento di sosta e socialità in un mondo del lavoro sicuramente frenetico e faticoso.