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Oltre 300 bar hanno scelto PasqualiniCapita a tutti: entri in un bar, ordini un espresso e… qualcosa non torna. Magari è troppo amaro, troppo acido, troppo “vuoto”. Oppure lo bevi e pensi: wow, questo è un caffè davvero buono. Ma come si fa a riconoscere un caffè davvero buono, e di qualità, anche senza essere degustatori o esperti del settore?
La verità è che il nostro palato sa molto più di quanto crediamo. Basta imparare a notare alcuni dettagli semplici, quelli che fanno la differenza tra un caffè qualsiasi e un espresso che lascia il segno. In questo articolo ti guidiamo passo passo per capire come riconoscere un ottimo caffè al primo sorso, con piccoli indizi che puoi usare ogni giorno.
Un caffè davvero buono si riconosce già dal profumo
Prima ancora di assaggiarlo, un caffè di qualità parla attraverso l’aroma. Quando ti arriva la tazzina, prova a fare un gesto semplice: avvicinala e respira. Un buon caffè sprigiona profumi intensi e piacevoli, che possono ricordare:
Se invece senti un odore “bruciato”, piatto o troppo pungente, è possibile che il caffè sia stato tostato male o estratto in modo scorretto. L’aroma è il primo segnale: un caffè davvero buono è vivo, non spento.
La crema: non è solo una questione estetica
Uno degli elementi più visibili dell’espresso è la crema. Spesso si pensa che “più crema = caffè migliore”, ma non è proprio così. La crema giusta deve essere:
Se invece è troppo chiara, piena di bolle o sparisce subito, può indicare un’estrazione sbagliata o una miscela poco equilibrata. La crema non è tutto, ma è un indizio importante per riconoscere un caffè davvero buono.
Il primo sorso: equilibrio, non aggressività
Arriviamo al momento decisivo: l’assaggio. Un espresso di qualità non deve “aggredire” il palato. Deve essere equilibrato. Un buon caffè, infatti, si riconosce perché:
Molti associano l’amaro al caffè “forte”, ma spesso è solo un segnale di tostatura troppo spinta o estrazione eccessiva. Un caffè davvero buono è armonioso, anche quando ha carattere.
Il retrogusto: ciò che resta dopo
Un trucco semplice per capire se hai bevuto un buon espresso è questo: Dopo averlo finito, resta qualcosa di piacevole? Un caffè di qualità lascia un retrogusto pulito e persistente, con note dolci o aromatiche.
Se invece senti:
…probabilmente non era un caffè eccellente. Il retrogusto è la firma finale della qualità.
La freschezza fa la differenza (più di quanto pensi)
Un aspetto spesso sottovalutato è la freschezza del caffè. Il caffè è come il pane: più è fresco, più è buono. Un caffè appena tostato e ben conservato mantiene aromi complessi e un gusto pieno. Al contrario, un caffè vecchio o ossidato diventa piatto, amaro, “polveroso”. Per questo noi di Pasqualini Caffè, puntiamo su:
Perché la qualità si sente subito, al primo sorso.
Attenzione a zucchero e latte: non devono coprire tutto
Un caffè davvero buono non ha bisogno di essere mascherato. Se un espresso è ben fatto, puoi berlo anche senza zucchero, perché ha già una sua naturale rotondità. Lo zucchero non è “vietato”, ma se ti serve sempre per renderlo bevibile, forse il problema non sei tu… è il caffè.
Lo stesso vale per il cappuccino: con un buon espresso alla base, anche il latte risulta più dolce e bilanciato.
Un buon caffè è una piccola esperienza
Riconoscere un caffè davvero buono non significa diventare esperti, ma imparare ad ascoltare le sensazioni:
Il caffè è un rito quotidiano, e merita di essere qualcosa di più di una semplice abitudine.
Vuoi scoprire il tuo caffè ideale?
Da Pasqualini Caffè selezioniamo e tostiamo miscele pensate per chi cerca un espresso autentico, ricco e riconoscibile al primo sorso. Perché un buon caffè non si spiega soltanto: si sente. Scopri le nostre miscele, pensate sia per moka che per espresso, e ritrova il piacere di un caffè davvero buono, ogni giorno.

Con grande soddisfazione siamo stati recensiti dal Gambero Rosso, nota piattaforma enogastronomica.
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